Interviste

Tra innovazione e modularità: Daniele Lago racconta l’azienda che ha rivoluzionato il design

Un’idea di ricerca e di creatività che non conosce limiti preconcetti, che punta a far emergere e a dare spazio alla parte utopica di ognuno di noi, per realizzare anche quello che sembra impossibile. Così la LAGO unisce sperimentazione continua, cura del dettaglio e attenzione alle persone, con una proposta di furniture che tocca senza soluzione di continuità tutti gli ambienti abitati, dalla casa all’ufficio e dall’hotel al ristorante, passando per il retail, perché progettare è un’attività che deve mettere al centro l’essere umano con le sue esigenze e con i suoi sogni in tutti gli spazi che vive e nelle sue differenti declinazioni.

Dal 1998 a oggi Fattorini e LAGO hanno costruito un percorso comune, che vede non solo la presenza dell’azienda veneta in tutti gli showroom Fattorini ma soprattutto lo stesso approccio al mondo del design così come la condivisione dei valori di riferimento.
LAGO ha dato forma nel tempo a una visione del design orizzontale, che si rivolge a tutti, coerente pur nella differenza di contesti e funzioni, adattabile a diversi luoghi, modulare e personalizzabile in ogni sua fase, dalla progettazione alla finitura. Allo stesso modo l’azienda è stata promotrice non solo di un design innovativo ma anche della creazione di una community che si muove attorno a un sistema di valori condivisi.

A parlarcene è Daniele Lago, classe 1972, Ceo e designer dell’azienda padovana, figura che mette insieme produzione, progettualità e ricercatezza estetica, puntando a restituire una visione ampia del design, non solo rivolta alla realizzazione di arredi ma votata alla creazione di un mondo di significati e idee condivise.

Cucina con isola 36e8 marble xglass

Che ruolo ha la ricerca e la sperimentazione nella vostra filiera produttiva?
La nostra è una visione a lungo termine, guidata dalla ricerca continua di idee originali sulle quali costruire modelli di business, processi produttivi, oggetti innovativi e rilevanti. Ogni nostro arredo viene realizzato con grande attenzione alla qualità e alla durevolezza dei materiali, mettendo insieme l’affidabilità di processi industriali innovativi con l’attenzione al dettaglio e la cura tipiche dell’alto artigianato, dando sempre la massima importanza alla sostenibilità e alla creazione di prodotti che durino nel tempo e vadano oltre ogni moda, adattandosi perfettamente a qualsiasi interior.
Un esempio di questo approccio è Xglass, per il quale abbiamo creato una tecnologia innovativa che permette di trasferire delle immagini sul vetro, reinterpretando i diversi materiali, dal marmo al legno fino ai metalli e ai tessuti. Il tutto nel rispetto e salvaguardia delle risorse naturali.
Ma il nostro modo di fare innovazione non si limita alla ricerca sui processi produttivi e sui materiali, si traduce, invece, in una visione complessiva, che tocca tutte le persone che lavorano nell’azienda, puntando a far emergere e ad alimentare l’anima bambina di ognuno di loro, necessaria per trovare sempre nuove soluzioni e portare avanti una sperimentazione continua a tuttotondo.

Libreria Pentagram

Quest’anno alla Milano Design Week avete presentato il progetto “Never stop caring”, in cosa consiste?
Anche quest’anno abbiamo deciso di interpretare il concetto di “Never Stop”, per consolidare una visione aziendale che ci appartiene profondamente, e affermare con forza la nostra idea di design come strumento di trasformazione sociale, in grado di generare valore e cultura. Così, dopo aver indagato il tema del viaggio nel 2016, della gentilezza nel 2017, il genio di Leonardo nel 2018 e la sostenibilità non convenzionale nel 2019, quest’anno abbiamo deciso di approfondire il tema del “Never Stop Caring”, declinandolo sotto molteplici aspetti.
Si tratta di un invito diretto e immediato a non trascurare mai la bellezza e a considerare l’importanza del prendersi cura di qualcosa e di portarlo avanti con dedizione. Il “caring” di LAGO ha diverse declinazioni: in occasione del Salone del Mobile abbiamo presentato “Good House”, lo stand che ha abbattuto dell’87% le emissioni di CO2 rispetto agli standard fieristici. Ma non solo, durante la Milano Design Week abbiamo presentato tanti nuovi prodotti, in primis “Animal Zero”, una nuova finitura XGlass che dona un tocco esotico alle linee essenziali dei nostri arredi senza impattare sull’ambiente.

Letto Fluttua con testiera in legno

Oltre alla sperimentazione sul prodotto avete rivolto una grande attenzione alla comunicazione e all’esperienza di acquisto; siete stati fra i primi in Italia ad adottare una visione strategica per i canali digitali sui lunghi tempi. Che peso ha la comunicazione nel valorizzare e chiarire il valore del design?
Dedichiamo da sempre molta attenzione all’evolversi della società, che cambia e si rinnova continuamente e alla velocità della luce. All’inizio degli anni 2000 abbiamo colto i mutamenti in atto e cominciato a indagare tutti gli aspetti della comunità digitale, dei social network, dello storytelling. Abbiamo costruito una community e una strategia che è quasi nativa digitale, nel senso che oggi è un tema che neppure più dibattiamo all’interno della LAGO, è come l’aria che respiriamo, tutti i reparti dell’azienda hanno a che fare con il digitale. Non è solo un tema di marketing e comunicazione ma riguarda il vivere l’azienda in tutti i suoi aspetti. Siamo state fra le prime aziende a saper cogliere questa opportunità straordinaria, che ti permette di arrivare a parlare a un numero smisurato di persone. Noi oggi parliamo a più di venticinque milioni di persone all’anno.

Tavolo Air wildwood

Comunicare il design per noi significa creare un dialogo intercettando la sensibilità della nostra community e di tutto il mondo di addetti ai lavori, di appassionati o anche di chi si affaccia al design per la prima volta. Per noi è essenziale vedere la comunicazione come un ecosistema pulsante all’interno del quale l’azienda è solo uno degli elementi: è così che, con empatia e con l’aspirazione di dare forma a progetti ambiziosi, riusciamo a valorizzare il design come disciplina che è in grado di rivolgersi a tutti e che tocca ognuno di noi.

Come si sta evolvendo il modo di abitare e di concepire lo spazio domestico secondo lei?
Gli ultimi anni ci hanno insegnato che dobbiamo allenarci alla flessibilità, rispondendo ai nuovi bisogni di una società in continua evoluzione. La sostenibilità sarà sempre più centrale all’interno delle abitazioni e sarà intrinseca nel design: dovremo essere capaci di progettare gli spazi della vita privata all’insegna della salute e del benessere, continuando a creare prodotti timeless e dalla qualità elevata, che possano durare nel tempo.

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