Interviste

L’amico geniale: Gabriele Centazzo racconta Valcucine

Imprenditore, designer, spirito indomito e atteggiamento visionario con una predilezione: progettare il futuro. Parliamo di Gabriele Centazzo, fondatore di Valcucine, l’azienda che dalla sua nascita nel 1980 a Pordenone ha realizzato obiettivi importanti nel campo del design, dell’innovazione tecnologica, del comfort, reinventando l’ergonomia in cucina e dando forma a nuove esperienze d’uso attraverso la ricerca di soluzioni d’avanguardia. Non solo. L’azienda friulana con sedi in tutto il mondo ha da sempre posto l’accento sull’importanza della produzione responsabile, intervenendo in maniera attenta nella comunità, in un’ottica di miglioramento continuo nel rispetto dell’ambiente e della persona.

Ritratto primo piano

Nel corso di tanti anni di lavoro insieme Fattorini e Valcucine hanno creato e consolidato la loro collaborazione e posto le basi per una crescita comune, costruita a partire da un percorso condiviso, che vede non solo la presenza dei prodotti del brand friulano negli showroom romani e la nascita dei nuovi spazi dedicati a viale Trastevere, ma soprattutto lo stesso approccio al mondo del design.
Con Gabriele Centazzo abbiamo parlato dell’evoluzione dell’abitare e della storia che lega Fattorini a Valcucine attraverso il perseguimento degli stessi valori etici.
Fattorini e Valcucine, una collaborazione sperimentata a lungo, che si consolida e cresce nel tempo. Quanto pensa sia importante andare incontro alle richieste dei clienti, poter fornire servizi di customizzazione del prodotto e una progettazione tailor-made?
Tutta l’idea progettuale di Valcucine si è sempre basata sulla possibilità di creare progetti non standardizzati o impersonali. Una sorta di grande “lego”. Un grande sistema progettuale che ha l’obiettivo di far diventare la cucina un’espressione formale ed estetica della personalità e del gusto del cliente o del progettista. Ogni collezione di cucine nasce con un’idea filosofica ben precisa, una propria identità, basata su integrazione o scomposizione di volumi puri, idee di leggerezza e dematerializzazione, idee di ergonomia, di integrazione dell’artigianalità. Questo non esclude però la possibilità di rendere calda una cucina tecnologica, professionale una cucina più tradizionale, giocosa una cucina più minimalista.RICICLANTICA OUTLINE FRONTALE

In che direzione sta andando Valcucine e come si è evoluta dalla sua fondazione a oggi?
Valcucine che persegue da più di 40 anni una propria filosofia basata sui valori di benessere, durata senza tempo, innovazione e sostenibilità che le hanno permesso di distinguersi nel settore cucine in tutto il mondo. L’azienda si è distinta per la sua attenzione a migliorare l’ergonomia e la fruibilità degli spazi. Negli anni ‘90 nasce un sistema ergonomico che permette di lavorare in cucina più comodamente e avendo tutto a portata di mano. Nel tempo l’evoluzione del canale attrezzato e dei pensili ha generato gli elementi speciali New Logica System e Air Logica System, soluzioni in grado di ospitare e nascondere, all’occorrenza, tutte le attrezzature della cucina e che coniugano estetica e funzionalità.

LOGICA CELATA VITRUM ARTE STILEMA TRE ALESSANDRO MENDINI

Valcucine è sinonimo di innovazione e sostenibilità, ha infatti rivoluzionato il sistema cucina con: Artematica, la prima cucina al mondo con anta con telaio in alluminio non visibile dall’esterno, che ha cambiato il concetto di anta in cucina; nella versione in vetro con basi Invitrum, presentate nel 2006, è stata la prima cucina 100% riciclabile. Negli anni ‘90 nasce anche Ricicla, evoluta poi in Riciclantica, la cucina con l’anta a telaio in alluminio, pannello di solo 2mm di spessore e che utilizza l’86% di materia in meno rispetto a un’anta tradizionale: l’espressione massima della dematerializzazione, l’anta più sottile e leggera al mondo, alla quale vengono applicati i materiali più innovativi e tecnologici. Ogni cucina offre estrema libertà di progettazione grazie alla varietà degli elementi che possono essere combinati tra collezioni diverse ma anche grazie all’estrema possibilità di personalizzazione attraverso una vasta gamma di materiali, finiture e lavorazioni artigianali.

ARTEMATICA NEW LOGICA

Guardando alla sua lunga esperienza progettuale e imprenditoriale nel campo del design, come crede sia cambiato nel tempo il modo di abitare?
Sono ormai quasi cinquant’anni che progetto cucine, in tutti questi anni ho potuto vivere un cambiamento epocale nel modo di vivere e utilizzare la cucina. Tanti anni fa la cucina era ritenuta un luogo da nascondere, un luogo dove si sprigionano odori poco gradevoli. La mentalità nel corso degli anni è completamente cambiata e si è cominciato ad aprire lo spazio cucina e metterlo in relazione con altri ambienti della casa, a ricevere ospiti e amici direttamente nell’ambiente cucina. Tutto ciò ha portato alla nascita dell’isola, che permette di stare in comunicazione e condividere il lavoro con altre persone, d’un tratto non si voleva più cucinare orientati verso il muro. L’architettura ha facilitato tutto ciò, proponendo grandi spazi aperti. Negli anni, poi, abbiamo assistito a un’evoluzione verso una progettazione più attenta alla funzionalità e alle problematiche ambientali. Personalmente ho dato sempre molta importanza all’ergonomia, ho inventato sistemi di apertura nuovi e funzionali, sviluppando il concetto “tutto a portata di mano, tutto in ordine in un attimo”, ho lavorato a vantaggio di progetti ecosostenibili, progettando la prima cucina che realizza il concetto di economia circolare, ho puntato a dematerializzare il prodotto cercando comunque una maggior resistenza per garantire una lunga durata. Si è evoluto poi negli anni un nuovo bisogno di unicità la persona non vuole più sentirsi massa e per questo ho sviluppato dei sistemi per rendere unica la cucina utilizzando varie forme di artigianalità, come l’intarsio su vetro realizzabile anche a partire da un disegno del cliente. La cucina diventa così un prodotto unico. Il progredire della tecnologia mi ha permesso, poi, di inserire sistemi di apertura quasi magici: un gesto della mano apre, in zona ergonomica, tutto ciò che serve per il lavoro in cucina. Ho anche lavorato sulla luce studiando sistemi sempre più funzionali all’illuminazione della zona lavoro, fino a mettere in sintonia il colore della luce con il ciclo circadiano a beneficio di chi lavora in cucina.

ARTEMATICA LATERALE

Prezioso ed essenziale, artigianale e high-tech, locale e internazionale sono caratteristiche che trovano concretezza nei prodotti Valcucine. Come si riesce a far convivere armoniosamente questi aspetti apparentemente contrastanti?

Il progetto di una cucina nasce dall’interazione di due fasi creative: quella del designer e quella del progettista. Ho cercato di risolvere il problema dei modelli chiusi e di dare la possibilità agli interior designers di lavorare trasversalmente, con grande libertà, e soddisfare con intelligenza, creatività, e rispetto, i diversi bisogni dei clienti. Amo la natura, che è maestra di diversità e che per me è la principale fonte di ispirazione.
È possibile così, proprio attraverso l’armonia della diversità, far convivere caratteristiche differenti come la preziosità e l’essenzialità, l’artigianalità e l’high-tech, il locale e l’internazionale.

 

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