Interviste

Fattorini: una storia tutta al femminile

A proposito di donne, design, imprenditoria, coraggio, sogni, Roma. Quale momento migliore, se non marzo, per celebrare il lavoro femminile applicato con intelligenza e gentilezza. Lo abbiamo chiesto all’imprenditrice che conosciamo meglio: Catia Fattorini.

intervista catia fattorini

Da oltre trent’anni, con determinazione e passione, Catia Fattorini dirige il progetto imprenditoriale che porta il suo nome: 3 – anzi 4, a breve – showroom nella capitale e un e-commerce che funziona benissimo. Una donna dalla personalità forte, che ha scelto di dare, non senza fatica, consistenza alle sue ambizioni, alle cose in cui credeva e amava (che poi sono le stesse di oggi): portare il design di qualità, espressione del miglior Made in Italy, nel cuore di Roma. Ma anche, creare connessioni creative, sinergie culturali, oltre che commerciali, servizi tagliati a misura del cliente o del professionista.
Diventato punto di riferimento per tutti coloro in cerca di soluzioni d’arredo sofisticate e contemporanee, Fattorini – oggi, che il tema della parità di possibilità e dell’imprenditoria femminile è così dirimente – racconta una storia umana e imprenditoriale bellissima.

Iniziamo così: dicci 3 parole per descriverti

Impegno, generosità, resilienza. Impegno perché questo mestiere è un dovere quotidiano che va affrontato con professionalità costante. Generosità perché ritengo che sia necessario restituire sempre qualcosa alla vita, è il mio atteggiamento verso il lavoro, il mio team, i nostri clienti. Resilienza perché credo di possedere l’innata capacità di trasformare le difficoltà in opportunità.

Di te si sa poco. Raccontaci la tua storia: dove è nato tutto?

Mio padre era un artigiano. Aveva una fonderia sulla Tuscolana, dove lavorava i metalli. Produceva per artisti, aziende, privati, per la Chiesa. Dagli anni Settanta poi, iniziò a cimentarsi con l’arredamento: in particolare producendo letti in ottone. Per guadagnarmi qualcosa, andavo ad aiutarlo i pomeriggi, stando nello spazio espositivo e assistendo i clienti. Da lì è cominciato tutto: ho pensato fosse necessario proporre, oltre alla sola struttura letto, tutto ciò di cui una camera ha bisogno, dai comodini ai corredi tessili. Così ho risistemato un ex magazzino di mio padre trasformandolo in una scatola di vetro e ho iniziato a vendere complementi d’arredo. Il design è sempre stata la mia passione, il motore di tutto.

negozio di arredamento roma fattorini tuscolana

Cosa ha fatto la differenza, quale il segreto?

Ho sempre avuto un istinto, una predisposizione: individuare le aziende giuste e lavorarci, cosa che mi ha consentito di continuare a crescere, di voler continuamente allargare gli orizzonti. Mi sono rimessa a studiare che ero già mamma: mi sono iscritta all’Istituto Quasar, ad un corso in design d’interni, poi ad un corso di Autocad. Ho letto tanto e iniziato a frequentare tutte le fiere di settore del mondo, l’ho fatto dal 1988 al 2009! Tenere tutto in piedi è stato faticoso ma molto stimolante, il confrontarsi con colleghi e realtà differenti, osservare, imparare, mettere in pratica.

E poi, la svolta: lo showroom Fattorini in via Arenula.

Dopo anni in un quadrante urbano più periferico come la Tuscolana, sentivo la necessità di aprire un negozio in centro, di aprirmi ad un pubblico nuovo. Era per me un punto professionale imprescindibile. L’occasione perfetta si è presentata nell’agosto del 2004, con un locale di 500 mq all’angolo tra via Arenula ed il Lungotevere, dove prima c’era un ristorante. Preso subito! In quel periodo di showroom di arredamento in quella zona ce n’erano pochi, 3 o forse 4. E così nel 2005, dopo imponenti lavori di ristrutturazione, abbiamo aperto il nostro e nel giro di due anni abbiamo reso solidi rapporti commerciali con brand come LAGO o Valcucine. Ma anche Cattelan Italia, Zanotta, Porro, Flos, Artemide, Flexform, Campeggi, Knoll… Un anno e mezzo fa, poi, abbiamo aperto anche il boutique store Valcucine in viale Trastevere 123, specificatamente dedicato alla progettazione del mondo cucina.

Negozio di mobili Fattorini Design Roma centro

Oltre ai negozi fisici, Fattorini da tre anni ha anche uno shop online

Si. E per questo devo ringraziare in particolare mio figlio grande, che vive in USA da dieci anni e che ha sempre insistito per farmi fare questo passo importante. E poi, paradossalmente, la pandemia: nel 2020, con gli showroom chiusi, mi sono rimessa a studiare, ho creato una squadra di collaboratori e l’infrastruttura per essere online. Ora il catalogo di oltre 40 brand è interamente acquistabile anche in e-commerce. La sistematizzazione di questo aspetto e l’accelerazione sul fronte della comunicazione ci sta dando ottimi risultati. Mai smettere di aggiornare i propri strumenti ed evitare di prendere parte al cambiamento. Del resto, “se non siete curiosi, lasciate perdere”, diceva sempre Achille Castiglioni.

Ci sono donne che ammiri o che hai preso a riferimento in questo lavoro?

Negli ultimi vent’anni abbiamo assistito all’espandersi dell’orizzonte del design al femminile. Ammiro donne come Paola Navone e Patricia Urquiola, giusto per citarne due. Del passato direi Cini Boeri – di cui abbiamo ospitato la riedizione della sua poltrona Ghost – per la poliedricità e l’intelligenza con cui ha dato attenzione alle nuove esigenze dell’abitare. E Zaha Hadid, per il modo con cui ha ampiamente dimostrato, in un’industria molto maschile come quella dell’architettura, di poter essere al loro stesso livello e tagliare traguardi che sembravano inarrivabili.


Quindi cosa vuol dire essere un’imprenditrice, donna, nel campo del design, a Roma?

È una questione complessa, io sono una delle pochissime in tal senso, anche se la situazione sta migliorando. Lo è di per sé affermarsi, poi in quanto donna il livello di difficoltà si alza ulteriormente: riuscire a tenere tutto insieme, carriera e vita privata, è difficile, inutile negarlo. Il segreto è fare il possibile per coniugare le cose che ami al tuo lavoro: forse così la fatica si avverte meno. Le donne hanno capacità e forza di volontà impensabili. A Roma poi, il sistema design praticamente non esiste, ma c’è un grande potenziale da esplorare. Per questo essere una brava imprenditrice significa riuscire a stabilire connessioni, proporre servizi di alto livello e prodotti di qualità. Vuol dire continuare ad imparare, a fare squadra, a guardare il futuro con progettualità, ottimismo e voglia di fare meglio. Tanto le difficoltà si incontreranno sempre, la differenza la fa il modo in cui le si affronta.

Rifaresti tutto?

E’ una bella domanda questa, per una persona che come me, vive immersa nel presente e proiettata nel futuro. Tutto sommato sì, direi. Quello che avrei voluto studiare maggiormente è il management: trovo sia fondamentale, pur affiancandosi di collaboratori preparati, approfondire personalmente le competenze. Questo lavoro impone serietà e responsabilità, verso gli altri e verso se stessi, in quanto imprenditori.

Obiettivi futuri?

Intanto, abbiamo in pentola per il 2024 una nuova apertura nel quartiere Testaccio. Poi chissà, la vita è imprevedibile e bellissima.
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